Esperimenti poetici delle classi 3ª A e 3ª B Scienze Umane

Istituto Superiore Gentileschi

 

Sussurri

Ogni pensiero è un granello di sabbia

trasportato da acque agitate,

maree,

correnti di parole,

che trascinano un’infinità

di sussurri,

dolci,

carismatici,

misteriosi.

Il respiro salato,

mancante,

di colei che trova pace

nell’abisso,

nell’oscurità,

nella solitudine.

Nel silenzio.

 

Aurora Hamryszczak

Istituto Superiore Gentileschi

Classe 3ª A Scienze Umane

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Come te

Io non so camminare durante i giorni di pioggia senza inzupparmi,

invece so camminare sotto il sole cocente senza scaldarmi.

Io non so ricordare i sogni da sveglia,

invece ricordo il terrore degli incubi.

Io non so orientarmi nel buio che mi circonda,

invece so smarrirmi e non trovare più la via da seguire.

E tu sei proprio come me,

anzi io sono proprio come te.

Eppure, sei tu che mi fai da ombrello nei giorni di pioggia,

bagnandoti per me.

Sei tu che mi riscaldi sotto il sole bollente,

impossessandoti del mio freddo.

Sei tu che ricordi i miei sogni,

e sei tu che mi fai dimenticare quegli incubi spaventosi,

anche se i tuoi incubi sono più terrorizzanti.

Sei tu che mi fai luce nel buio e mi aiuti a ritrovare il giusto sentiero.

 

Siamo così diversi ma identici, come due versioni di una stessa foto,

tu quella venuta bene e io quella sfocata.

 

Chiara Ippolito

Istituto Superiore Gentileschi

Classe 3ª A Scienze Umane

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Relitti d’alba

Marea di parole oggi

Marea di parole domani

Spinte da venti di lettere

Venti lettere, che non conosco

Da un alfabeto che non riconosco

Che canta solo a spruzzi e schizzi

E mi ricorda che non so dove mettere

I tramonti in riva al mare, la gioia che biasima

La voglia di crescere e poi di scordare

Le nostre paure, le nostre onde di pensieri

Di sogni, nascosti come relitti in fondo all’anima

Ora che è l’alba le lascio nello ieri

Le lascio nell’acqua sporca di bambini incoscienti

Coi braccioli, i sorrisi e i gesti veloci e poi lenti

Bambini scomparsi tra le acque del mare

Nei meandri del tempo.

 

Flavia Curcelli

Istituto Superiore Gentileschi

Classe 3ª A Scienze Umane

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Tra le pieghe del cuore

Sei tu il vento che muove le foglie,

un richiamo lontano

che si dissolve nel nulla.

 

Sei il riflesso del mare,

che sfugge a ogni sguardo,

a ogni carezza.

 

Sei il silenzio che sussurra tra le parole,

il segreto nascosto

tra le pieghe del cuore,

impossibile da rileggere,

impossibile da dimenticare.

 

Sei la luce sottile che mi ha attraversato,

lasciando un segno che il tempo

non può cancellare.

 

Isabella Grieco, Morena Ruggiero, Sonia Cherif

Istituto Superiore Gentileschi

Classe 3ª A Scienze Umane

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Il viaggio dell’addio

Non so come si fa a dire addio

non l’ho mai fatto io

non ho mai lasciato andare le cose

per paura di perdere. 

 

Eppure, il cuore sa che a volte si deve navigare 

senza guardare più la riva,

anche se fa paura, come un mare 

che inghiotte in tempesta il coraggio.

 

Non so come si fa a lasciare andare 

le correnti senza far rumore 

senza sentire il peso dell’assenza. 

 

Eppure, il cuore sa che il vento soffia 

che il cielo cambia e l’acqua non torna

che l’addio è un viaggio, non una fine.

 

Alessandra Sbordone

Istituto superiore Gentileschi

Classe 3ª B Scienze Umane

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Senza scampo

E all’improvviso mi voltai,

non c’era più nulla da fare,

non c’era rifugio, non c’era pace,

era uragano, furia viva.

 

Avevo ancora il tempo?

Ancora una scelta?

Potevo fuggire?

Potevo salvarmi?

Il mare in tempesta non si ferma,

gigante senza pietà,

non dimentica

ma trattiene i resti

di ciò che ha distrutto.

 

E io volevo essere travolta,

respinta,

inghiottita dall’onda,

felice di sentire il suo abbraccio,

come un ricordo dolente,

un dono che nessuno reclama.

 

Aurora Iodice

Istituto Superiore Gentileschi

3ª B Scienze Umane

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Acqua madre

Ho un mare che si agita dentro, 

onde di emozioni che non so fermare.

A volte mi culla,

altre mi travolge, 

lasciandomi nuda davanti ai miei silenzi.

Eppure, nel suo caos, 

trovo pace,

perché sono acqua e vento, 

e vivo di tempeste.

 

Mamma, sei tu quel mare

che mi travolge e mi abbraccia, 

mi scuote e mi consola. 

Anche se non sei più qui, 

ti sento nelle onde che danzano dentro di me,

nel caos e nella quiete che si alternano nel mio cuore.

Ogni volta che il mare si calma, 

ritrovo un po’ di te,

in un abbraccio infinito che non smette mai di arrivare

e mi insegna a vivere le mie tempeste.

 

Rosanna Polverino

Istituto Superiore Gentileschi

Classe 3ª B Scienze Umane