di
Antonio Cordua

ITTL Duca degli Abruzzi
Classe 2 F

Cosa poteva mai significare quella strana incisione sul sasso lucente emerso dalla schiuma della risacca? Ci siamo chiesti io e Filippo mentre eravamo in spiaggia un venerdì pomeriggio in vacanza ad Ischia.

Dopo averlo raccolto e portato a casa, ci siamo accorti che le strane incisioni erano coordinate geografiche! Noi studenti del nautico le abbiamo subito riconosciute! Latitudine 41.1270°N, Longitudine 16.8697°E. Portavano in un bar in Puglia, precisamente a Bari.

La mattina seguente, dopo aver preparato gli zaini io e Filippo, siamo partiti in direzione Bari. Arrivati al bar, abbiamo mostrato il sasso al proprietario che ci ha detto che tempo fa aveva trovato un sasso quasi identico al nostro ma non aveva minimamente idea a cosa potesse servire ma, lo aveva conservato, perché aveva il presentimento che prima o poi sarebbe servito a qualcosa.

Quando ce lo ha dato abbiamo notato che era diverso dal nostro, aveva le incisioni molto più piccole. Dopo averlo esaminato con una lente di ingrandimento abbiamo notato che c’erano altre coordinate, ovvero Latitudine 44.2050°N, Longitudine 11.5531°E. Portavano ad una campagna sperduta in Emilia Romagna.

Armati di pala e con tutta l’attrezzatura necessaria ci siamo incamminati verso questa nuova avventura. Arrivati sul posto abbiamo letto anche che sul sasso c’era scritto di scavare alle esatte ordinate.

Dopo un’ora di scavo di nulla, abbiamo deciso di esplorare meglio e abbiamo scoperto che esattamente sulle coordinate c’era un albero con un messaggio inciso sul tronco. C’era scritto che la prossima sarebbe stata l’ultima tappa e che dovevamo immergerci in mare vicino ad una spiaggia a Genova alle coordinate Latitudine 44.3124°N, Longitudine 8.9331°E.

Abbiamo comprato delle maschere e delle tute da sub e, dopo aver fatto il pieno, siamo partiti per l’ultima tappa. Arrivati al porto abbiamo affittato una barca e ci siamo imbarcati per un viaggetto di circa mezz’ora. Arrivati alle precise coordinate, ci siamo immersi e abbiamo iniziato a scavare sul fondo. Abbiamo trovato un baule, ma ovviamente non avevamo la chiave per aprirlo, quindi lo abbiamo portato a casa. Dopo non pochi problemi, dopo mille avventure e dopo circa 2000 km tra andata e ritorno, eravamo pronti per goderci il tesoro e con un’accetta abbiamo colpito con forza il baule. Rotta la serratura, abbiamo aperto il baule e dentro c’era un messaggio:

“Il vero tesoro sono le avventure che avete vissuto insieme!”