di
Mattia Cannavacciuolo
ITTL Duca degli Abruzzi
Classe 2 F
Aveva sperato fino alla fine di riuscire a prenderla, quando un’onda più alta se l’era portata via facendo intrecciare la lenza e spezzando il “finale” che, essendo di piccolo diametro tra la corrente e la forza della “Regina del mare”, la spigola, non riuscì a resistere.
Era disperato per aver infranto il suo sogno di catturarla. Aveva fatto una scommessa con un suo amico che sarebbe riuscito a prendere una spigola di grandi dimensioni prima di un bravissimo pescatore, suo rivale anche nei concorsi di pesca della città.
Iniziò a ricostruire il “finale” tra le lacrime facendo passare la lenza per tutti gli anelli della canna, per poi inserirci il galleggiante, fissare i piombini, quelli per effettuare lanci lontani, e l’amo con i bigattini, ovvero qualche piccolo verme giallo che si muove per attirare i pesci.
Effettuò molteplici lanci, riuscì a prendere, grazie alla schiuma delle onde che battevano sulla scogliera, saraghi, salpe, cefali, ma della “Regina” neanche l’ombra.
Aveva deciso di chiudere l’attrezzatura ma, mentre stava posando la canna, vide dei cefalotti scappare inseguiti da grandi spigole affamate. Con grande abilità riuscì a far cadere l’esca al centro della “mangianza” sperando che qualcosa abboccasse.
Il galleggiante andò giù, qualcosa aveva abboccato! Qualcosa di enorme, con molta forza che cercava di andare sempre più al largo nella speranza che la lenza finisse. Dopo una decina di minuti capì che il pesce iniziava a stancarsi, iniziò a recuperare lentamente la lenza facendolo avvicinare sempre di più alla scogliera.
All’improvviso comparve un’onda grande come quella che in mattinata gli aveva fatto perdere la preda. Tra gli schizzi d’acqua il pescatore riuscì a vedere il pesce: era una spigola di almeno cinque chili!
La spigola grazie alla potenza dell’onda riuscì ad infilarsi sotto gli scogli. Anche questa volta la partita sembrava persa.
Al pescatore venne l’idea di buttarsi a mare con un “raffio” per prendere il pesce.
Si spogliò e si tuffò, l’acqua era mossa e gelata, ma lui ce la doveva fare, doveva realizzare il suo sogno! Prese un lungo respiro e si immerse diretto verso la scogliera, avvicinandosi rimase sorpreso per la bellezza di quel pesce dalle squame argentate, occhi neri opaco e una striscia nera che partiva dall’ occhio e finiva poco prima della pinna.
Dopo averla catturata, la portò a riva fece qualche foto e la rilasciò in acqua, fiero di sé e della sua impresa.