di
Ginevra Lubrano

Istituto Superiore Gentileschi
Classe 3ª A Scienze Umane

 

Ci sono giorni in cui vivi e tutto sembra essere colorato, e giorni in cui tremi e ti sembra di morire.

Il giorno in cui mi sono sentita morire ho avuto paura perché le mani e le gambe iniziavano a tremare ed io non riuscivo più a controllare quello che mi stava succedendo. Il cuore aveva preso a battere forte tu tu tu … la testa girava e insieme sembrava girare anche la stanza.

Ti senti di svenire, ti manca il respiro. È un attacco di panico. Senti dentro di te un mostro, ma poi capisci che quel mostro sei tu, che sei tu il tuo più grande ostacolo, che quella lotta la devi vincere contro te stessa.

Poi, arrivano i giorni perduti, in cui non riesci neanche ad alzarti dal letto. Vuoi solo dormire per non pensare al tuo dolore e quindi sogni, sogni tanto. Poi ti svegli e insieme a te si desta quella vocina: “Non mangiare. Non ti pensa. Ti stanno guardando.”

Ho paura di rimanere da sola, perché, quando lo sono, c’è sempre con me la mia ormai migliore amica ansia.

Ci sono giorni in cui vorresti sprofondare, giorni in cui nessuno può stare al tuo fianco e giorni in cui vorresti il mondo insieme a te.

Mi sono sempre sentita invisibile, ma ora voglio esistere. Voglio rispondere “presente” all’appello. Voglio urlare, piangere, amare, gioire. Voglio vivere. Non voglio rimanere più in quell’angolino, voglio reimparare a camminare dopo che cado, voglio sorridere dopo aver pianto, voglio sopravvivere dopo un attacco.

Ogni vita è giorni in cui si respira e giorni in cui si trema, siamo noi a decidere quale giorno vogliamo vivere.